Il viaggio di À travers Dakar: un’occasione inedita di confronto con la vitalità e le visioni autentiche dei giovani senegalesi

Si avvia a conclusione il viaggio di À travers Dakar, il Festival di cinema senegalese giunto alla seconda edizione e organizzato dall’associazione Roma-Dakar. Un viaggio iniziato a Febbraio in Senegal che, dopo esser approdato in Italia il 10 giugno con la prima tappa nel Cinema Aquila di Roma, è passato da Catania, Torino e Milano per chiudersi il prossimo 7 luglio a Firenze nella prestigiosa sede della Biblioteca delle Oblate.

Già con il suo esordio, nel 2016 nella Casa del Cinema di Roma, il Festival À travers Dakar aveva incontrato un grande apprezzamento da parte del pubblico che aveva riconosciuto il coraggio di un progetto che, in epoca di barriere e populismi, sceglie il cinema come linguaggio privilegiato per proporre un altro immaginario delle migrazioni e delle metropoli contemporanee.

“Il cinema è un atleta”, dice il poeta; noi aggiungiamo che il cinema è un atleta africano. Il cinema è un atleta intrepido e turbolento, il cinema è un atleta che non è mai sul posto, corre qua e là, è un atleta che si allena instancabilmente e ha bisogno di grandi spazi, il cielo, e nuovi colori. Pensiamo anche che il cinema abbia bisogno di nuove persone e nuove idee. Per questo abbiamo scelto, per questa seconda edizione, di offrire la scena direttamente a giovani videomaker senegalesi con il loro sguardo su un Senegal complesso, vitale e pieno di contraddizioni, misero e ricco di energie che premono per essere liberate. Abbiamo voluto raccogliere le suggestioni di una visione “dal basso”, attingere all’energia collettiva dei giovani senegalesi per comunicare il loro cinema e le loro storie di vita. Abbiamo chiesto loro di inviarci dei cortometraggi (massimo 3 minuti) per raccontare e raccontarsi intorno al tema “la strada”. La risposta è stata vasta ed entusiasta. Abbiamo selezionato otto progetti e scelto di includere anche un mediometraggio realizzato da un Mamadou Khouma Gueye, giovane regista senegalese che vive in Francia.

Ne è venuta fuori una piccola rassegna originale, variegata e ricca di spunti con contributi che spaziano da una narrazione più allegorica a veri spaccati di cultura pop, a riflessioni sulla strada come percorso di vita che tanto spesso per i giovani e le giovani senegalesi incontra il mare e il miraggio di un futuro migliore in Europa. Visioni immerse nei colori, nei suoni di una metropoli vivacissima come Dakar. Nei progetti proposti c’è anche l’incontro con le città nei Paesi di accoglienza, con un futuro carico di aspettative ma spesso ostile, duro, pieno di solitudine. Questo in particolare per il documentario Saraba dedicato ai minori stranieri non accompagnati che sempre più numerosi giungono a Nantes, come in tutte le principali città della Francia. Molti di loro trascorrono le loro giornate vagando per le strade e nella solitudine degli squat che fungono da alloggio per mancanza di assistenza pubblica. Giovanissimi che hanno sulle spalle percorsi atroci e restano aggrappati, nonostante tutto, alla speranza di una serenità da venire, nella brutalità di un’esistenza quotidiana senza colori.

Questo progetto, per Mamadou Khouma Gueye nasce da un percorso di militanza, dall’impegno di portare il cinema nelle banlieu di Dakar, di avvicinare giovani che non si possono permettere una formazione accademica o tecnica professionale, al linguaggio cinematografico e ai suoi strumenti.

Le città in cui À travers Dakar – II Edizione è già stato realizzato ci hanno riservato una grande accoglienza anche grazie alla collaborazione con le organizzazioni locali, in particolare le associazioni dei Senegalesi presenti nelle diverse città. All’ultima tappa, quella di Firenze, teniamo in modo particolare perché questa città ha conosciuto, soprattutto nell’ultimo anno, una recrudescenza di atti razzisti e xenofobi e la comunità senegalese è stata forse la più colpita. Noi siamo convinti che offrire nei territori degli spazi in cui si creino connessioni di saperi e arti, sia uno strumento per affrontare l’imbarbarimento cui assistiamo e smontare stereotipi con occasioni autentiche di confronto.

 

A Firenze il 7 luglio l’appuntamento è nella Biblioteca delle Oblate, in via Oriuolo 24 alle 18. Aprirà l’incontro la lezione introduttiva di Sebastiano Ceschi del Cespi– Centro Studi di Politica Internazionale e saranno proiettati i seguenti corti:

Il rifiuto – di Soulemayne Dia

Saraba version courte – di Mamadou Khouma Gueye

L’aventure de Coula – di Mahamadou Kheraba Traore

La route en urgence – di Team Spartan)

Waac Taay – di Mamadou Dia

Mbedu Bur – di Georges Maurice Diémé

L’élan – di Mohamadou Moustapha Mbengue.

I progetti selezionati saranno suddivisi per temi: allegoria – metropoli – migrazioni. Dei testi di collegamento consentiranno al pubblico di attraversare la visione in modo guidato.

A seguire sarà proiettato il documentario Saraba (20’) di Mamadou Khouma Gueye.

 

Il Festival À travers Dakar è organizzato dall’associazione Roma-Dakar in collaborazione con Progetto Diritti Onlus, GEEW, Sup’imax, Associazione dei Senegalesi a Torino – AST e con il sostegno di MigrArti – La Cultura Unisce e del Ministero dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo.

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Immagini delle prime tappe del Festival À travers Dakar

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