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  • Progetto Diritti a Scutari, in Albania, per l’apertura di un nuovo sportello legale

    Mario Antonio Angelelli, avvocato in Roma e Presidente di Progetto Diritti onlus, Edmond Pjetri, giurista albanese e responsabile dello Sportello di informazione e consulenza di Scutari, l’Avvocata Nexhmije Nelku, di Tirana e l’Avvocato Arturo Salerni, del Comitato Direttivo di Progetto Diritti e Presidente della Coalizione Italiana per le Libertà ed i Diritti civili, hanno inaugurato uno sportello di consulenza, orientamento e assistenza legale nella città di Scutari.

    Le dichiarazioni degli avvocati in occasione dell’inaugurazione dello sportello.

    La sede dello sportello è collocata presso l’associazione Qendra Genesis di Shkodër (Scutari) con sede in Rruga Marin Beçikemi, pallati pranë Kolpingut, kati i 1, 4001. Collegata con la sede di Scutari sarà la città di Tirana, ove opera una nostra collaboratrice avvocata in Albania.


    L’attività sarà rivolta sia nei confronti dei cittadini albanesi che dei cittadini provenienti da paesi extra UE, con problematiche di soggiorno in Italia, ricongiungimento, lavoro e previdenza, cittadinanza e di carattere civile e penale. Particolare attenzione sarà dedicata alle questioni della detenzione amministrativa, della regolarizzazione dell’ingresso in Italia e della protezione internazionale.


    Il servizio sarà svolto nei giorni lunedì e giovedì di ogni settimana, dalle ore 17.00 alle ore 19.00. Il numero di telefono del responsabile del servizio è il seguente  +355 69 34 02 942.

    Per sostenere questa iniziativa e l’attività di Progetto Diritti, che si occupa da oltre 30 anni di tutelare e assistere le fasce deboli della popolazione, devolvici il 5×1000. Compila la scheda sul modello 730 o Unico, firma nel riquadro ‘Sostegno al volontariato’ e indica il codice fiscale di Progetto Diritti: 97086730583

  • Prigionieri politici e detenzione: i nostri avvocati a Bruxelles

    Domani, 11 aprile, gli Avvocati Cosimo Alvaro ed Emma Persichetti prenderanno parte alla conferenza “Political Prisoners: isolation, ill treatment and torture”organizzata da ELDH – European Association of Lawyers for Democracy and Human Rights, AED – Avvocati europei democratici e MAF-DAD- Verein für Demokratie und internationales recht, che si terrà presso il Parlamento europeo a Bruxelles.

    La conferenza verterà sulla condizione dei prigionieri politici detenuti nelle carceri europee e turche e sarà un’occasione per dare inizio ad una discussione collettiva per individuare efficaci strumenti per fornire supporto ai prigionieri politici e pensare a possibili azioni di advocacy e solidarietà da intraprendere.

    E’ possibile consultare il programma dell’evento qui:

  • Giustizia per i deparecidos: inizia il processo contro Malatto

    Lunedì 22 Aprile, dalle 17 alle 19, presso la Fondazione Basso a Roma avrà luogo una conferenza sull’udienza preliminare contro il ten. col. Carlos Malatto.

    L’ex ufficiale è stato rinviato a giudizio dal tribunale di Roma per l’omicidio premeditato di otto persone: fuggito dall’Argentina nel 2011, Malatto viveva in Sicilia ed è accusato di crimini contro l’umanità. Sebbene il processo in Argentina non sia mai iniziato per la mancata comparizione dell’imputato, Malatto ora affronterà un processo in Italia.

    Nel 2014, l’Italia rifiutò la richiesta di estradizione dell’Argentina, ma l’anno successivo avviò un’indagine contro di lui. L’Italia ha già affrontato casi legati alle dittature sudamericane, con condanne significative, ai criminali che cercavano rifugio in Italia.

    Vi invitiamo alla conferenza in cui parleremo del caso insieme agli avvocati e ai familiari delle vittime.

    Progetto Diritti si occupa da 30 anni di tutelare e assistere chi è vulnerabile. Per devolvere il 5×1000 a Progetto Diritti, compila la scheda sul modello 730 o Unico, firma nel riquadro ‘Sostegno al volontariato’ e indica il codice fiscale di Progetto Diritti: 97086730583.

  • Progetto Diritti apre uno sportello in Albania

    Progetto Diritti apre un proprio sportello di consulenza, orientamento e assistenza legale in Albania. La sede dello sportello è collocata presso l’associazione Qendra Genesis di Shkodër (Scutari) con sede in Rruga Marin Beçikemi, pallati pranë Kolpingut, kati i 1, 4001, Shkodër. Collegata con la sede di Scutari sarà la città di Tirana, ove opera una nostra collaboratrice avvocata in Albania.


    L’attività sarà rivolta sia nei confronti dei cittadini albanesi che dei cittadini provenienti da paesi extra UE, con problematiche di soggiorno in Italia, ricongiungimento, lavoro e previdenza, cittadinanza e di carattere civile e penale. Particolare attenzione sarà dedicata alle questioni della detenzione amministrativa, della regolarizzazione dell’ingresso in Italia e della protezione internazionale.
    Il servizio sarà svolto nei giorni lunedi e giovedì di ogni settimana, dalle ore 17.00 alle ore 19.00. Il numero di telefono del responsabile del servizio è il seguente  +355 69 34 02 942.
    La sede sarà inaugurata alle ore 17 del 9 aprile 2024, con un dibattito sulla proposta di apertura di hotspot e CPR italiani in territorio albanese e sulle violazioni dei diritti fondamentali delle persone migranti e degli aventi diritto alla protezione internazionale. All’incontro parteciperanno Mario Antonio Angelelli, avvocato in Roma e Presidente di Progetto Diritti onlus, Edmond Pjetri, giurista albanese e responsabile dello Sportello di informazione e consulenza di Scutari, l’Avvocata Nexhmije Nelku, di Tirana, l’Avvocato Arturo Salerni, del Comitato Direttivo di Progetto Diritti e Presidente della Coalizione Italiana per le Libertà ed i Diritti civili.

    Per sostenere questa iniziativa e l’attività di Progetto Diritti, che si occupa da oltre 30 anni di tutelare e assistere le fasce deboli della popolazione, devolvici il 5×1000. Compila la scheda sul modello 730 o Unico, firma nel riquadro ‘Sostegno al volontariato’ e indica il codice fiscale di Progetto Diritti: 97086730583

  • Riconosciuto status di rifugiato in considerazione del rischio di essere perseguitato per l’ orientamento sessuale

    A seguito di ricorso di protezione internazionale a favore di un cittadino della Tanzania, assistito dall’avv. Lorenzo Tardella e dall’avv. Emma Persichetti, legale di Progetto Diritti, con la pronuncia del 27.2.2024 il Tribunale di Roma riconosceva in capo al ricorrente lo status di rifugiato alla luce del suo orientamento sessuale. Il Tribunale, in via preliminare, ha ribadito i principi già espressi dalla Cassazione, secondo cui “la valutazione di credibilità del racconto del richiedente la protezione internazionale che dichiari di essere omosessuale non può in nessun caso essere condotta in relazione alle modalità con cui egli abbia riferito di essersi reso conto del proprio orientamento sessuale, o di averlo vissuto nella sua dimensione intima, o di aver deciso di manifestarlo, o non manifestarlo, all’esterno, in quanto la libera scelta sessuale costituisce uno dei principali profili in cui si realizza l’esplicazione della personalità umana. Né rileva la circostanza che, in un contesto in cui l’omosessualità costituisca reato, la scelta sessuale sia stata vissuta in maniera esplicita o riservata, non potendosi richiedere alla persona di inclinazione omosessuale, in ragione del solo fatto che egli viva in un contesto sociale che discrimini l’omosessualità, o in un Paese che addirittura la preveda come reato, di assumere, o non assumere, una determinata condotta, in relazione ad una scelta che deve rimanere libera. Ne consegue che la valutazione di credibilità della storia debba essere condotta a prescindere dal profilo dell’omosessualità, e dunque in base a riscontri oggettivi direttamente inerenti ai fatti concreti riferiti dal richiedente” (Cass. civ. 9.9.2021 n. 24824/21)
    In ossequio a quanto statuito dalla Suprema Corte, con la pronuncia in commento vengono valorizzati alcuni elementi rilevanti ai fini dell’attendibilità del ricorrente e, segnatamente, il “processo psicologico che ha contraddistinto e accompagnato la progressiva presa di coscienza della propria omosessualità. Con lucidità ha indicato il contesto in cui la tendenza, già percepita in età giovanissima, abbia poi preso la forma di una vera e propria identità sessuale“. Sono dunque stati correttamente valutati i passaggi dell’audizione da cui emerge la consapevolezza della propria omosessualità e, in generale, tutte le circostanze che hanno caratterizzato l’evolversi della vicenda, quali le sensazioni interiori e i sentimenti provati, i luoghi dove sono avvenuti alcuni fatti descritti (dove è risultato scarso il controllo sociale) o l’assenza di sospetti concreti sulla sua persona da parte dei familiari (poiché privo di familiari). Vengono altresì indicate le condizioni politiche, legislative e sociali del paese di provenienza, in cui la vicenda è maturata, caratterizzate da una capillare repressione adottate dal governo nei confronti degli omosessuali. Sulla base dei motivi sopra esposti il Tribunale non poteva non riscontrare “il rischio concreto di subire atti persecutori in ragione del proprio orientamento sessuale e di non poter comunque vivere liberamente la propria identità sessuale“.

    Per maggiori informazioni, è possibile consultare il seguente documento:

    Progetto Diritti si occupa da 30 anni di tutelare e assistere chi è vulnerabile. Per devolvere il 5×1000 a Progetto Diritti, compila la scheda sul modello 730 o Unico, firma nel riquadro ‘Sostegno al volontariato’ e indica il codice fiscale di Progetto Diritti: 97086730583

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