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  • Decreto Sicurezza: aggiornamenti , criticità e conseguenze

    A seguito della conversione in legge del nuovo “Decreto Sicurezza”, ovvero 113/2018 , Cooperativa sociale Itinere e Progetto Diritti onlus propongono una giornata formativa dal titolo:

    Decreto Sicurezza: aggiornamenti , criticità e conseguenze“.

    L’obiettivo della giornata è quello di fornire informazioni e strumenti utili a

    •   conoscere
    •   comprendere
    •   districarsi

    in materia di immigrazione declinata secondo le recenti modifiche.

    L’attuale Legge infatti, solleva , in quanti operano nel settore, numerosi dubbi e domande di grande complessità e crea forti dilemmi su quali siano le opportune azioni da mettere in campo rispetto al vasto e variegato tema dei richiedenti asilo, rifugiati e titolari di protezione umanitaria.

    In questa cornice quindi, si andranno a sviluppare i temi della giornata così delineati:

    • Decreto Sicurezza: excursus giuridicoAvv. Arturo Salerni
    • Nuovi permessi di soggiorno- Regime transitorio- Accesso ai serviziAvv. Luca Santini
    • Revoca-Accoglienza , procedure e trattenimenti- CittadinanzaAvv. Andrea VitaleSede del corso:
      Biblioteca Interculturale : Cittadini del mondo”
      Via Opita Oppio, 41, Roma

    Costo: 80,00 € IVA compresa

    Chiusura Iscrizioni:12/12/18

    Per info rivolgersi a formazioneitinere@gmail.com o telefonare al 339 4257753.

  • Get up, stand up! Stand up for your rights!

    La nostra associazione è da sempre impegnata per l’affermazione dei diritti umani, e non vogliamo chinare la testa davanti alla negazione dei diritti fondamentali – a cominciare dal diritto alla vita – delle persone migranti e di coloro che cercano rifugio dalle guerre, dalle persecuzioni e dalla miseria.

    Pensiamo sia necessario porre al centro del dibattito pubblico e della mobilitazione politica e sociale il diritto ad un esistenza dignitosa per chi percorre le strade pericolosi delle migrazioni e per chi è arrivato in Europa.

    Per questo aderiamo alla manifestazione nazionale “Stand up for your rights” che si terrà a Roma sabato 15 dicembre, promossa dalla Coalizione Internazionale Sans-Papier e Migranti e da un ampio schieramento, e in primo luogo dalle associazioni costituite dai lavoratori e dai cittadini stranieri, condividendone la piattaforma e di particolare la richiesta di regolarizzazione e di rilascio del permesso di soggiorno per chi vive e lavora in Italia.

    Condividiamo qui il testo dell’appello per la manifestazione.

    Per la Giustizia Sociale – Libertà – Sfruttamento- No Razzismi – Permesso di Soggiorno per tutti e tutte

    Siamo convinti che il problema delle disuguaglianze sociali che stiamo vivendo sulla nostra pelle, indipendentemente dalla provenienza geografica e dal colore della pelle, non si risolve seminando odio o facendo guerra ai “diversi”.

    La disumanizzazione, la caccia alle streghe dei migranti e profughi e l’evidente istituzionalizzazione dei razzismi richiedono una risposta fondata sul rispetto della dignità umana, dell’antirazzismo, dell’antisessismo e della giustizia sociale per tutti e tutte. Crediamo che migrare, soprattutto quando si è costretti a causa di eventi geopolitici e climatici, sia un nostro diritto.

    Siamo parte di quegli uomini e quelle donne che continuano a produrre il PIL (Prodotto Interno Lordo) di questo paese e tutto ciò viene falsificato da una propaganda demagogica. Noi viviamo le stesse difficoltà e la stessa precarietà che vivono le persone che abbiamo già trovato in questo Paese, che è anche la nostra terra di vita. Noi viviamo lo stesso sessismo che vivono le nostre concittadine. Noi viviamo la stessa mancanza di servizi; viviamo il medesimo abbandono in periferia; viviamo le medesime difficoltà a pagare affitti troppo costosi rispetto ai salari che percepiamo; viviamo lo stesso sfruttamento e la medesima povertà.

    Noi viviamo le stesse difficoltà.

    Partiamo da questo, non da ciò che la politica tende a mettere al centro della discussione al solo fine di dividerci e non farci individuare le responsabilità e le cause della nostra condizione. La campagna permanente del governo che vuole trasformare i migranti in “nemico pubblico” è una deriva pericolosa che rischia di sdoganare, spesso nell’indifferenza, atti razzisti che la stessa Costituzione italiana e trattati internazionali ratificati dall’Italia vietano. Siamo alla banalizzazione dei razzismi.

    Il Decreto Sicurezza voluto dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte insieme ai Ministri Matteo Salvini e Luigi Di Maio, come il decreto Minniti-Orlando e la legge Bossi-Fini ancora in vigore, sono un chiaro segnale di come il Paese intende dichiarare – o meglio continuare – la guerra ai migranti, attraverso l’istituzione di tribunali speciali o la cancellazione del permesso di soggiorno umanitario, e la criminalizzazione della solidarietà e di chi la pratica: al riguardo ribadiamo la nostra solidarietà a Mimmo Lucano, sindaco di quella Riace che ha mostrato a tutto il mondo quanto falsa e strumentale sia la retorica contro l’immigrazione. La pratica della solidarietà, della disobbedienza e dell’obbiezione di coscienza portano alla costruzione di un’altra umanità soprattutto quando vengono approvate leggi/decreti o delibere comunali/regionali che disumanizzano. Perché l’indifferenza di allora che accompagnò l’approvazione delle leggi razziali del 1938 (razziste diremo!) non può vederci oggi complici di quanto sta succedendo in Italia.

    A questo clima di odio e guerra alle persone impoverite da anni di politiche scellerate sulla nostra pelle, NOI proponiamo l’apertura di una grande vertenza che porti migliaia di uomini e donne ad uscire dalla condizione di invisibilità e di incertezza del proprio presente e futuro.
    Chiediamo:
    • regolarizzazione con rilascio di un permesso di soggiorno per tutti/tutte;
    • rottura del legame tra contratto di lavoro e permesso di soggiorno;
    • accesso al reddito e alla casa a prescindere dalla provenienza geografica;
    • cancellazione dell’articolo 5 della legge Lupi;
    • no alla criminalizzazione della solidarietà e di chi la pratica;
    • accoglienza dignitosa, stabilizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici e reinternalizzazione dei servizi;
    • no agli accordi di deportazione;
    • spese servizi sociali fuori dal patto di stabilità;
    • diritto al reddito minimo per tutte e tutti.

    Abbiamo deciso di prendere il nostro destino in mano, insieme a chi ha deciso di non essere indifferente voltando la faccia altrove, per la (R)-conquista di ciò che ci stanno negando in termini di libertà e giustizia sociale e contro qualsiasi forma di razzismo, sessismo e discriminazione.

    CISPM – Italia (Coalizione Internazionale Sans-Papiers, Migranti, Rifugiati e Richiedenti asilo ) – Movimento Migranti e Rifugiati (Torino) – Ex OPG “Je So Pazzo” – Associazione Ivoriani e Fratelli di West Africa (Pescara) – Coordination 75 des Sans Papiers (Paris- France) – AST (Associazione Senegalese Torino) – Associazione ASAHI – Coordinamento Lavoratori agricoli USB – Movimento Profughi Conetta-Cona (Venezia) – Centro Sociale Cantiere – Coordinamento Migranti Toscana Nord – USB – Comitato Solidarietà Migranti (Reggio Calabria) – csc Nuvola Rossa (Villa San Giovanni – RC) – CISPM France (Coalition internationale Sans-papiers, Migrants, Réfugiés et Demandeurs d’asile) – ASD Atletico Brigante – Scuola d’italiano Oltreconfine – Progetto Diritti Onlus – Movimento Migranti e Rifugiati Lodi – Associazione studenti e lavoratori maliani in Piemonte – Assemblea Antirazzista Antifascista di Vicofaro – Southern Cameroons Ambazionia in Italia (SCAI) – A.F.A.M ( Associazione Fratelli Africani di Macerata) – Tikur Sound System – MGA – Sindacato Nazionale Forense – Comitato verità e giustizia per i nuovi desaparecidos – CISPM – Belgio (Coalizione Internazionale Sans-Papiers, Migranti, Rifugiati e Richiedenti asilo ) – NUDM (Non Una Di Meno) Reggio Calabria – SOS Rosarno – Cooperativa Sociale Mani e Terra – ARI – Labdem Sicilia- Arci Comitato Territoriale di Reggio Calabria – Associazione Dhuumcatu – Associazione dei senegalesi di Roma – Gruppo Consiliare di ‘Firenze riparte a sinistra’ – Scuola popolare d’italiano “Soumaila Sacko” – Associazione Lavoratori Marocchini in Italia – Noi Restiamo – Centro sociale “Ex Canapificio” – Movimento Migranti e Rifugiati di Caserta – Comitato Antirazzista Cobas – Potere al Popolo – Movimento Migranti e Rifugiati Val di Susa – Forum Antirazzista Palermo – Diritti, Antirazzismo e Antifascismo dell’Associazione FirenzeCittàAperta – Associazione NIBI (Neri italiani Black Italians) – Assopace Palestina – MOVE TO RESIST – Solidarietà attiva (SA) – Rete 21 Marzo – Partito Comunista Italiano – UMANGAT -Migrante –
    Partito della Rifondazione Comunista – ecc.

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    Per informazioni e adesioni: manifnazionale15dicembre2018@gmail.com

  • No al Decreto-Legge Salvini – Sì alla Costituzione

    Martedì 11 dicembre 2018 alle 17.20, presso la Sala bianca, in via Flaminia 53, si terrà l’Assemblea Pubblica “No al Decreto-Legge Salvini – Sì alla Costituzione”, organizzata dal Coordinamento per la Democrazia Costituzionale di Roma.

    Il Coordinamento è una realtà nazionale, articolata in comitati locali, che riunisce costituzionalisti, avvocati, associazioni, studenti, insegnanti, pensionati, precari, lavoratori, cittadini comuni, artisti e intellettuali che hanno deciso di impegnarsi nella lotta in difesa della democrazia partecipativa e dei valori fondamentali della nostra Carta Costituzionale.

    Programma dell’assemblea di Martedì 11 dicembre

    Relazioni:

    Antonello Ciervo, Arrestiamo gli umani. Il Decreto legge Salvini e la violazione dei confini costituzionali

    Arturo Salerni, La persecuzione dei poveri e la repressione delle lotte sociali

    Conclusioni

    Aboubakar Soumahoro

    Presiedono

    Michela Becchis, Franco Russo

    Partecipano:

    Cesare Antetomaso, Michela Arricale, Mauro Beschi, Marina Boscaino, Sergio Cararo, Cristina Cirillo, Luciano Coletta, Carlo Corsetti, Mario De Bellis, Nunzio D’Erme, Leda Di Paolo, Paolo Di Vetta, Mimmo Gallo, Carlo Guglielmi, Pierpaolo Leonardi, Edward Linch, Daniela Lucatelli, Roberto Luchetti, Guido Lutrario, Roberto Mamone, Vito Meloni, Loretta Mussi, Emidia Papi, Paola Palmieri, Fulvio Parisi, Cicci Salinari, Piero Soldini, Tina Stumpo.

     

    Info e aggiornamenti sulla pagina Facebook dedicata all’evento.

  • Il viaggio di Vera. Dalla shoah ai desaparecidos

    Venerdì 16 novembre, dalle 17.00 il Municipio di Roma VIII promuove un incontro con Vera Vigevani, fra le fondatrici delle Madres de Plaza de Mayo, presso Moby Dick, Biblioteca Hub Culturale in via Edgardo Ferrati, 3.

    Premio Salvador Allende 2018 a Trieste, Vera Vigevani si definisce militante della memoria, essendo stata testimone di due delle pagine più nere del Novecento: la shoah e la dittatura argentina.

    Nata a Milano da una famiglia ebrea, esiliata in Argentina a causa delle leggi razziali fasciste, perse il nonno ad Auschwitz e l’unica figlia, Franca, nei «voli della morte». Due terribili lutti e neanche una tomba su cui piangere. Giornalista dell’Ansa fino alla pensione, da anni lotta per la verità, la giustizia e la memoria e per scalfire il muro di indifferenza e silenzio.

    L’incontro del 16 si aprirà con il saluto di benvenuto di Amedeo Ciaccheri, Presidente del Municipio Roma VIII.

    Interverranno:

    Camilla Cattarulla,

    Docente – Università di Roma Tre

    Arturo Salerni,

    Avvocato di parte civile nei processi sui desaparecidos – Progetto Diritti

    Alberto Zevi,

    Gruppo Martin Buber – Ebrei per la Pace

    Modererà:

    Cecilia Rinaldini,

    Giornalista RAI

     

    Per info e aggiornamenti segui la pagina dedicata all’evento su Facebook.

  • Processo d’appello Condor: emergono nuovi documenti

    Si è svolta ieri 8 ottobre la prima vera udienza d’appello per il Processo Condor.

    Il processo svoltosi in Italia era stato istituito per far luce sull’uccisione e la sparizione, negli anni ’70-’80, di 43 cittadini, di cui 23 di nazionalità italiana nell’ambito del Plan Condor, l’organizzazione criminale multinazionale finalizzata alla sparizione di persone che fu messa in atto dalle dittature militari di Cile, Paraguay, Uruguay, Brasile, Bolivia e Argentina. Dopo un lavoro quasi ventennale di ricerca e analisi comparativa delle fonti, ascolto dei test, esame delle sentenze dei tribunali esteri e due anni di udienze dibattimentali, il 17 gennaio 2017 si era giunti alla sentenza di primo grado con otto ergastoli e diciannove assoluzioni. Una sentenza storica che ha riconosciuto, per la prima volta in Europa, la colpevolezza dei capi militari e politici dell’Operazione Condor. Tuttavia molto avevano pesato, soprattutto per i familiari delle vittime che da quarant’anni attendono giustizia, le assoluzioni.

    L’appello è dunque stato proposto, oltre che dai difensori degli imputati condannati, anche dalla Procura della Repubblica di Roma e dai legali dei familiari delle vittime per arrivare ad affermare la colpevolezza anche degli imputati assolti in primo grado. Fra questi anche l’unico non contumace, l’ex Capo dell’S2, il servizio di intelligence della Marina militare uruguaiana, l’italo-uruguaiano Jorge Néstor Tróccoli Fernández, ora residente in Italia.

    Il processo d’appello si era ufficialmente aperto il 12 aprile scorso. Nell’udienza di ieri la difesa dell’Uruguay ha depositato nuovi documenti. Alcuni di questi provengono dagli archivi del FUSNA (Corpo de Fucileros Navales de l’Uruguay) di cui faceva parte anche Troccoli. Nel Fusna era installata una stanza, detta “la Computadora” dove erano rinchiusi i prigionieri che collaboravano e venivano elaborate schede sui detenuti e organigrammi dei gruppi sovversivi. Gli altri documenti depositati provengono invece dall’ESMA (Escuela Mecánica de la Armada di Argentina), tristemente nota come uno il più grande centro di detenzione illegale e tortura delle persone scomode alla giunta di Videla. Qui transitarono oltre cinquemila desaparecidos.

    Sulla base di questi documenti, nella prossima udienza che si terrà il 7 novembre 2018, si chiederà lo svolgimento di una nuova istruttoria, quindi saranno probabilmente ascoltati nuovi testimoni e saranno apportate nuove prove.

    Il rinvio al 7 novembre è stato comunque motivato da formalità legate a errori di notifica. È stata stralciata una posizione, quella relativa a Pedro Octavio Espinoza Bravo, il numero due della Dirección de inteligencia nacional (Dina) cilena, il cui nome è indissolubilmente legato alla cosiddetta “Carovana della morte” che è già detenuto in Cile. È stato inoltre dichiarato il non doversi procedere per morte del reo nei confronti di due imputati, condannati all’ergastolo in primo grado: García Meza Tejada (Presidente della Bolivia dal 1980 al 1981, già condannato nel suo Paese a 30 anni di carcere per genocidio) e il peruviano Richter Prada (Primo Ministro del Perù dal ’79 all’80).

    Dopo il 7 Novembre, le prossime udienze sono state fissate per il 12 novembre e 21 dicembre.

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