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  • Convegno 17 maggio a Bologna.

    Venerdì 17 maggio a Bologna avrà luogo un convegno in cui si parlerà di diritti nell”epoca della legge Salvini. Convegno, a cui attraverso l’appello(riportato qui sotto) indetto da USB Unione Sindacale Di Base pag. nazionale, hanno aderito varie personalità tra giuristi, sindacalisti e politici.

    Fermare la repressione sociale e penale. Appello per riaffermare i diritti costituzionali a tutela del lavoro
    USB, un appello e un convegno contro la repressione dei diritti costituzionali. Tra i primi firmatari Mimmo Lucano, Ovadia, Soumahoro, Zerocalcare, Raimo, Evangelisti, Cremaschi, Lutrario, Salerni.

    L’appello può essere sottoscritto inviando una mail a: stoprepressione@usb.it.

    “Il conflitto sociale non può essere tollerato”

    Questo il messaggio che arriva dalle aule parlamentari e, con sempre maggior frequenza, dagli interventi della polizia e dell’autorità giudiziaria in Italia.

    Dopo anni nei quali nei luoghi di lavoro si è affermata la negazione aziendale dei diritti e della dignità delle persone, agevolata dal gigantesco processo di precarizzazione del lavoro legittimato ed incentivato dalle leggi, ora questa negazione diventa anche intervento diretto dello stato.

    Dopo che con l’abolizione dell’articolo 18 e con le leggi sulla precarietà si è espulsa la Costituzione dai luoghi di lavoro, ora la difesa dei diritti costituzionali del lavoro con il conflitto sociale torna ad essere, come durante il fascismo, materia di codice penale.

    La reintroduzione del reato di blocco stradale, depenalizzato all’inizio di questo millennio, e la previsione di pene pesantissime nell’ipotesi di occupazione di immobili costituiscono gli elementi più evidenti – contenuti nel cosiddetto decreto Salvini – di una attività repressiva diretta a stroncare le forme di autotutela sociale e sindacale.

    La formulazione di ipotesi di reato, con la contestazione di fattispecie sempre più pesanti – così come si verifica da parte di diverse Procure tra cui quella di Piacenza – in presenza di azioni di sciopero e di lotta sindacale davanti ai cancelli dei grandi hub della logistica – evidenzia la tendenza di tanti uffici giudiziari alla criminalizzazione delle lotte del mondo del lavoro.

    A ciò si aggiunge il sistema di misure poliziesche verso la persona, definito ed esteso con le leggi Minniti, misure che prendono di mira i soggetti che guidano le lotte nei luoghi del disagio sociale e che contrastano la mancanza di garanzie, la precarizzazione, l’impoverimento di milioni di persone. Il Daspo sociale verso poveri e ribelli è un segno della pesante involuzione reazionaria della cultura giuridica in Italia.

    Tutto questo dispositivo repressivo raddoppia poi verso i migranti, che dalla legge Bossi Fini al decreto sicurezza, si vedono colpiti sia come lavoratori, sia come persone. Persone che lo stato caccia nella clandestinità e nella negazione dei diritti umani, non appena vengano scartate dal, o si ribellino al, sistema del profitto.

    Questo complesso e sempre più organico armamentario repressivo, unito alla precarizzazione di fatto e per legge del lavoro, autorizza e promuove il dilagare di condizioni ottocentesche di sfruttamento, fino a vere e proprie forme di schiavismo

    È urgente riprendere il confronto tra la cultura giuridica democratica e le pratiche dell’organizzazione e del conflitto sindacale, per riaffermare i principi contenuti nella nostra carta costituzionale e per bloccare una deriva repressiva e autoritaria che punta a soffocare tutte le espressioni di autotutela sociale.

    Rivolgiamo un appello a chi crede che non si possa più assistere inerti a questa deriva – apice della spirale emergenziale che ha caratterizzato gli ultimi decenni della vita politica e sociale del nostro paese – che ci conduce fuori dalla nostra Costituzione antifascista.

    Costituzione che – al contrario della legislazione e dei comportamenti istituzionali che si stanno affermando – proclama la prevalenza dei diritti del lavoro sugli interessi dell’impresa e sul potere del mercato e assicura la propria protezione al diritto di sciopero e alla libertà sindacale.

    Bisogna fermare la repressione sociale e penale verso le lavoratrici ed i lavoratori che rivendicano i loro diritti, bisogna riaffermare i principi costituzionali a tutela del lavoro.

    Ne discutiamo

    VENERDI 17 MAGGIO ore 15

    ZANHOTEL EUROPA – BOLOGNA

    Via. C. BOLDRINI 11

    “LOTTE E DIRITTI”

    Conflitti sociali come reati nell’epoca della Legge Salvini

    L’appello può essere sottoscritto inviando una mail a: stoprepressione@usb.it.

    Primi firmatari:

    Giorgio Cremaschi Forum Diritti/Lavoro

    Arturo Salerni avvocato

    Paolo Maddalena Presidente emerito Corte Costituzionale

    Moni Ovadia artista

    Aboubakar Soumahoro sindacalista USB

    Franco Russo Forum Diritti/Lavoro

    Italo Di Sabato Osservatorio Repressione

    Pasquale Crupi avvocato

    Michele Rech (Zerocalcare) artista

    Pierpaolo Leonardi sindacalista USB

    Gianni Azzali musicista

    Mimmo Lucano sindaco di Riace

    Paola Palmieri sindacalista USB

    Christian Raimo scrittore

    Riccardo Faranda avvocato

    Luciano Vasapollo Cestes-Proteo

    Carlo Guglielmi avvocato

    Guido Lutrario sindacalista USB

    Augustin Breda Comitato Centrale FIOM

    Claudia Candeloro avvocato

    Cinzia Colaprico RSU FIOM Electrolux Forlì

    Marco Lucentini avvocato

    Sergio Bellavita sindacalista USB

    Jacobo Sanchez avvocato

    Davide Cerina operaio Oto Mils

    Valerio Evangelisti scrittore

    Roberto Sassi saggista

    Davide Bertaccini docente Università di Bologna

    Giuliana Commisso docente Università Calabria

    Marina Prosperi avvocato

    Loris Caruso ricercatore Scuola Normale Superiore di Pisa

    Nazzarena Zorzella avvocato

    Nunzio D’Erme

    Cesare Antetomaso Direttivo Nazionale Giuristi Democratici

    Pier Luigi Panici Direttivo nazionale Comma 2

    Damiano Avinio, Como

    Roberto Serra, fotografo e fotoreporter, Bologna

    Dafne Anastasi, sindacalista USB

    Piero Santonastaso, giornalista

    Fabrizio Burattini, sindacalista USB

    Giuseppe Ugo Rescigno, prof. emerito di Istituzioni di diritto pubblico presso l’università la Sapienza di Roma

    Andrea Genovese, docente Università di Sheffield

    Alessandro Somma, docente di scienze giuridiche Università di Ferrara

    Giordano Sivini, docente di sociologia politica in pensione Università della Calabria

    Luca Pastorino, deputato, presidente Comitato consultivo sulla condotta dei deputati

    Francesco Laforgia, senatore

    Silvia Prodi, consigliere regionale Emilia Romagna

    Nello Balzano, sindacalista USB

    Nicoletta Dosio, Movimento No Tav

    Francesca Fornario, giornalista

  • Raccolta dei modelli 730.

    Inizia la raccolta dei modelli 730 con l’appoggio e la collaborazione di CAF servizi di base presso la nostra sede in via Ettore Giovenale di Roma al Pigneto. La raccolta avverrà presso i nostri sportelli dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 18:00 e il sabato dalle 10:00 alle 12:30 sempre previo appuntamento chiamando i numeri o scrivendo una mail ai recapiti che troverete indicati sulla locandina.

  • Naufragio 10 ottobre 2013

    Qui sotto troverete il link con il video di Fanpage in cui sono presenti le interviste ai sopravvissuti e ai parenti delle vittime del naufragio del 10 ottobre 2013 e dell’avvocato di Progetto diritti Arturo Salerni, rilasciate durante la visita della scorsa settimana a Roma.http://bit.ly/2UTMu1b

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