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  • Un mare di vergogna_convegno

    Magistratura Democratica, in collaborazione con ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione) organizza il convegno Un mare di vergogna. Dai respingimenti informali all’omissione dei soccorsi: l’inabissarsi dei diritti fondamentali.
    Il convegno si terrà i giorni 1 e 2 ottobre al Palazzo C. Alvaro – Città Metropolitana, Piazza Italia a Reggio Calabria.

    Un confronto, non solo giuridico, sulle norme internazionali che regolano il soccorso in mare; un’analisi – critica e senza rimozioni – su quali sono le responsabilità degli Stati e dell’Europa; una riflessione sulle risposte che dà la giurisdizione e sulla capacità della nostra società di opporsi allo svilimento del diritto d’asilo e della normativa internazionale posta a tutela dei diritti umani fondamentali.

    Arturo Salerni di Progetto Diritti parteciperà venerdì 1 ottobre nella sessione L’elusione degli obblighi internazionali sul soccorso in mare e la criminalizzazione della solidarietà, insieme al giurista Fulvio Vasallo Paleologo e Francesco Jacinto di MD.
    Al convegno parteciperanno anche Diego Bianchi (che intervisterà Adelmo Cervi) e il filosofo del diritto Luigi Ferrajoli.

  • Progetto Diritti: una ripartenza col botto [Intervista ad Arturo Salerni]
    Arturo Salerni

    «Questo autunno per noi legali di Progetto Diritti comincia con due processi molto importanti», a parlare è Arturo Salerni, avvocato ed esponente di spicco dell’associazione: «Negli ultimi anni ci siamo occupati molto delle vicende legate alle morti nei percorsi migratori e ai salvataggi in mare. E, in questo senso, il 15 settembre inizia il processo all’ex ministro Salvini. Si tratta di un processo con evidenti implicazioni di natura politica, basta dare un’occhiata alla lista dei testimoni indicati dalle parti con vari ex ministri di cui si richiede l’esame, e tra essi l’ex presidente del consiglio Conte».
    «Bisognerà cercare di stabilire quali sono state le attività poste in essere dall’imputato, Salvini, in quei giorni dell’agosto 2019 in cui è stato impedito a una nave piena di naufraghi tratti in salvo da Open Arms (un centinaio persone tra i quali anche minori) di ottenere un porto di sbarco sicuro siccome previsto dal diritto del mare. La nave è stata per molto giorni bloccata al largo di Lampedusa con i naufraghi costretti in condizioni spaventose». 
    Consigliamo di andare alla pagina del sito di Progetto Diritti per capire bene quello che è accaduto in quei giorni convulsi, e la vicenda processuale che da lì ha avuto inizio.
    «Questa vicenda è particolarmente importante anche perché riguarda la tendenza alla criminalizzazione del lavoro delle Ong che operano nel Mediterraneo.  Una parte della politica pensa che ostacolare le operazioni di salvataggio sia utile al contrasto dell’immigrazione clandestina. Il processo di Palermo parla anche di questo».
    Il 23, il 27 e il 30 settembre invece si terranno le prossime udienze del processo relativo al cosiddetto Naufragio dei bambini. Una storia tremenda: il naufragio di una imbarcazione in cui morirono oltre duecento persone e , tra gli altri, 60 bambini.
    «Ci saranno le testimonianze di alcune delle persone che erano sulla imbarcazione naufragata, che chiedeva invano soccorso alle nostre autorità,  e che hanno perduto cari e familiari. In questo processo sono imputati due ufficiali per il mancato intervento. Verosimilmente il processo durerà fino alla fine dell’anno».
    Continua Salerni: «Questo autunno, dopo la conclusione a luglio in Cassazione  del processo sul Plan Condor, stiamo lavorando per l’apertura di altri procedimenti relativi alla desaparicion di diverse persone, anche italiane, negli anni delle dittaure in America Latina, su cui la procura di Roma ha aperto dei nuovi fascicoli»
    «Ci stiamo dedicando intensamente», assicura Salerni al «lavoro di contrasto allo sfruttamento nel lavoro agricolo». Soprattutto nell’Agro Pontino, stiamo facendo un’operazione di tutela dei braccianti in gran parte stranieri e in diverse aree, specialmente nelle regioni del Meridione, svolgiamo  un’attività di prevenzione sul territorio che prevede anche interventi sul piano dell’informazione giuridica, come con il nostro agile manuale di diritto dell’immigrazione. Inoltre il 1 ottobre si terrà a Catanzaro il processo di appello per l’omicidio del sindacalista bracciante Soumaila Sacko».
    Progetto Diritti, infine, sta cercando di allargare il proprio bacino di intervento e i confini delle sue attività (aprendo nuovi sportelli legali) proprio perché, e così chiude Salerni, «ci siamo resi conto che in questi anni c’è sempre più necessità di più lavoro sul territorio, di più operatori legali e avvocati, per la tutela e la difesa dei diritti delle persone che non hanno voce».

  • Posizioni aperte Radix_Agosto_2021

    Progetto Diritti onlus sta selezionando alcune figure da inserire nella sua operatività nel Lazionell’ambito del progetto “RADIX – alle radici del problema”(PROG: 2917; CUP: I89G21000010007) finanziato con il fondo FAMI 2014-2020 OS2 ON2, Annualità 2019-2021. Il progetto si pone l’obiettivo di offrire alternative sostenibili al lavoro irregolare, contrastando il fenomeno dello sfruttamento in agricoltura di cittadini di paesi terzi. Al fine di favorire l’emersione del fenomeno il progetto attiva campagne di sensibilizzazione delle comunità locali e crea una rete di Sportelli in Agro Pontino e a Roma, per interventi di engagement e orientamento dei beneficiari.

    Ruolo: MEDIATORE/TRICE SOCIO CULTURALE
    Luogo di lavoro: Lazio
    Durata: da ottobre 2021 a maggio 2022
    Scadenza della call: 15settembre 2021

    I candidati interessati possono inviare la propria candidatura inviando Curriculum Vitae e lettera di motivazione con l’autorizzazione al trattamento dei dati personali (D.Lgs 196/2003) all’indirizzo email: segreteria@pec.progettodiritti.it entro e non oltre il 15/09/2021, inserendo nell’oggetto MEDIATORE/TRICE SOCIO CULTURALE.

    N.B. Verranno contattate soltanto le persone selezionate. Purtroppo non sarà possibile dare una risposta personale a tutti coloro che inviano la candidatura.

    RESPONSABILITÀ E ATTIVITÀ PRINCIPALI
    – facilita la comunicazione tra i cittadini di origini e culture differenti e le istituzioni pubbliche;
    – collabora in attività di sportello legale coordinandosi con l’operatrice legale;
    – collabora nella realizzazione e alla presentazione dei report periodici;
    – partecipa alle riunioni di coordinamento del team e, ove richiesto, alle riunioni e ai tavoli di coordinamentocon gli stakeholder locali

    REQUISITI RICHIESTI
    – Esperienza precedente di almeno 5 anni in attività lavorative e di volontariato con organizzazioni no-profit nel campo della mediazione e accompagnamento di persone straniere presso servizi e uffici;
    – Esperienza precedente di almeno 5 anni in attività lavorative e di volontariato con organizzazioni no-profit nel campo dell’ inclusione socialedella persona nel nuovo contesto di riferimento;
    – Competenze ed esperienza con persone vulnerabili;
    – Adesione ai principi di Progetto Diritti;
    – Interesse alle questioni umanitarie e dei diritti umani;
    – Spirito d’iniziativa e flessibilità;
    – Capacità di lavoro autonomo e in team;
    – Capacità di adattamento e di lavoro in situazioni di stress;

    ALTRI REQUISITI DESIDERATI
    – Competenze ed esperienza in attività di tutela legale di immigrati e richiedenti asilo.
    – Capacità di pianificazione e analisi di contesto.

    Ruolo: OPERATORE/TRICE LEGALE
    Luogo di lavoro: Lazio
    Durata: da ottobre 2021 a maggio 2022
    Scadenza della call: 15settembre 2021

    I candidati interessati possono inviare la propria candidatura inviando Curriculum Vitae e lettera di motivazione con l’autorizzazione al trattamento dei dati personali (D.Lgs 196/2003) all’indirizzo email: segreteria@pec.progettodiritti.it entro e non oltre il 15/09/2021, inserendo nell’oggetto OPERATORE/TRICE LEGALE.

    N.B. Verranno contattate soltanto le persone selezionate. Purtroppo non sarà possibile dare una risposta personale a tutti coloro che inviano la candidatura.

    RESPONSABILITÀ E ATTIVITÀ PRINCIPALI
    – collabora in attività di sportello legale nella’area dell’Agro Pontino, coordinandosi con l’operatrice legale senior;
    – contribuisce all’elaborazione di materiali informativi per i beneficiari;
    – si occupa del referral concordando le modalità con il team di progetto;
    – si occupa della raccolta e sistematizzazione dei dati;
    – collabora nella realizzazione e alla presentazione dei report periodici;
    – partecipa alle riunioni di coordinamento del team e, ove richiesto, alle riunioni e ai tavoli di coordinamentocon gli stakeholder locali.

    REQUISITI RICHIESTI
    – Laurea in Giurisprudenza;
    – Pregresse esperienze lavorative e di volontariato con organizzazioni no-profit nel campo dell’assistenza/orientamento legale a migranti e rifugiati;
    – Competenze ed esperienza nel settore del diritto dell’immigrazione;
    – Competenze ed esperienza sul tema specifico dello sfruttamento lavorativo;
    – Ottima conoscenza della lingua inglese;
    – Conoscenze giuridiche sui diritti fondamentali sanciti a livello interno ed internazionale;
    – Adesione ai principi di Progetto Diritti;
    – Interesse alle questioni umanitarie e dei diritti umani;
    – Spirito d’iniziativa e flessibilità;
    – Capacità di lavoro autonomo e in team;
    – Capacità di adattamento e di lavoro in situazioni di stress;
    – Capacità di coordinamento e organizzazione;
    – Capacità di pianificazione e analisi di contesto;
    – Capacità di lavoro in un contesto multiculturale.
    – Patente di guida B;
    – Disponibilità a spostarsi autonomamente tra Roma e diverse zone dell’Agro Pontino.

    Ruolo: OPERATORE/TRICE SOCIO LEGALE
    Luogo di lavoro: Roma

    Durata:da ottobre 2021 a maggio 2022
    Scadenza della call: 15 settembre 2021

    I candidati interessati possono inviare la propria candidatura inviando Curriculum Vitae e lettera di motivazione con l’autorizzazione al trattamento dei dati personali (D.Lgs 196/2003) all’indirizzo email: segreteria@pec.progettodiritti.it entro e non oltre il 15/09/2021, inserendo nell’oggetto OPERATORE/TRICE SOCIO LEGALE.

    N.B. Verranno contattate soltanto le persone selezionate. Purtroppo non sarà possibile dare una risposta personale a tutti coloro che inviano la candidatura.

    RESPONSABILITÀ E ATTIVITÀ PRINCIPALI
    – collabora in attività di sportello legale coordinandosi con il team di progetto;
    – contribuisce all’elaborazione di materiali informativi per i beneficiari;
    – si occupa del referral concordando le modalità con il team di progetto;
    – si occupa della raccolta e sistematizzazione dei dati legali;
    – collabora nella realizzazione e alla presentazione dei report periodici;
    – partecipa alle riunioni di coordinamento del team e, ove richiesto, alle riunioni e ai tavoli di coordinamento;
    – insieme alla coordinatrice mantiene i contatti con le altre associazioni e rappresenta Progetto Diritti presso altre organizzazioni, la società civile e le istituzioni pubbliche e private negli ambiti riguardanti il progetto.

    REQUISITI RICHIESTI
    – Esperienza precedente di almeno 5 anni in attività lavorative e di volontariato con organizzazioni no-profit nel campo della mediazione e accompagnamento di persone straniere presso servizi e uffici;
    – Esperienza precedente di almeno 5 anni in attività lavorative e di volontariato con organizzazioni no-profit nel campo dell’ inclusione socialedella persona nel nuovo contesto di riferimento;
    – Competenze ed esperienza con persone vulnerabili;
    – Adesione ai principi di Progetto Diritti;
    – Interesse alle questioni umanitarie e dei diritti umani;
    – Spirito d’iniziativa e flessibilità;
    – Capacità di lavoro autonomo e in team;
    – Capacità di adattamento e di lavoro in situazioni di stress;

    ALTRI REQUISITI DESIDERATI– Competenze ed esperienza in attività di tutela legale di immigrati e richiedenti asilo.
    – Capacità di pianificazione e analisi di contesto.

  • Radix_contro lo sfruttamento in agricoltura

    La lotta di Progetto Diritti contro lo sfruttamento lavorativo è una lotta che dura da diversi anni, è una lotta quotidiana e possiede vari fronti. Dalle terre del sud Italia martoriate dai malgoverni (da Rosarno a Catania), fino ai campi intorno dell’Agro Pontino (scenario di un iper-sfruttamento «feudale» a pochi chilometri da Roma).
    Progetto Diritti ha elaborato anche un vademecum legale contro lo sfruttamento (che si può scaricare qui) e che è stato distribuito nei luoghi dello sfruttamento dei braccianti.
    Da qualche tempo siamo impegnati, con il nostro supporto legale, nel progetto Radix alle radici del problema che come recita il sito: «si pone l’obiettivo di offrire alternative sostenibili al lavoro irregolare, contrastando il fenomeno dello sfruttamento in agricoltura di cittadini di paesi terzi […] Al fine di favorire l’emersione del fenomeno il progetto attiva campagne di sensibilizzazione delle comunità locali e crea una rete di Sportelli in Agro Pontino e a Roma».
    Il nostro supporto legale, che opera sul territorio e a Roma, è curato dagli avvocati Silvia Calderoni, Mario Antonio Angelleli e Arturo Salerni che, agendo spesso direttamente sul territorio interessato, si trovano ad affrontare casi di sfruttamento anche estremi.
    Come infatti ci ha raccontato Silvia Calderoni: «Ogni volta che ci troviamo a parlare con qualcuno dei braccianti, quello si apre davanti a noi è un paesaggio in cui lo sfruttamento lavorativo è la norma, non l’eccezione».
    Prosegue Calderoni: «I lavoratori provengono tutti dalla comunità indiana, che è una comunità piuttosto chiusa e si trova a confrontarsi, da sola, con un vero e proprio sistema. Per lo più i lavoratori si rivolgono a noi avvocati perché non vengono pagati, ma quello che scopriamo quando andiamo ad approfondire la questione è che i braccianti lavorano in condizioni di estremo sfruttamento. Senza alcuna garanzia, senza protezioni, completamente in balia dei padroni, padroncini e caporali (che spesso sono indiani)». I casi sono stati tanti spesso segnalati anche dalla stampa (qui, qui, e qui con il nostro Arturo Salerni) anche grazie all’ottimo e coraggioso lavoro di Marco Omizzolo.

    Silvia Calderoni sul territorio ci va spesso e consiglia a tutti di farci un giro nei campi intorno a Latina, soprattutto perché: «Così ci capisce che cosa significa avere tutti i giorni il pomodoro fresco sul tavolo». Due casi, tra i tanti, ci segnala Calderoni. Quello (atroce e che dà l’idea del passaggio di sfruttamento intenso del territorio e dell’impunità che lo circonda), che è un caso piuttosto noto, del bracciante picchiato e gettato nel canale dai padroni (qui) e quello di una donna che ha subito un infortunio grave sul lavoro e a cui sono stati negate sia la possibilità delle cure che il giusto indennizzo. «Non si tratta di casi eccezionali, ma della norma», continua Calderoni «Quello contro cui ci troviamo ad operare è un vero e proprio sistema che ha proliferato grazie all’assenza di diritti e di sindacati».
    Ben venga dunque il progetto Radix, come ci dice Eva Tennina (che per Progetto Diritti si occupa di progettazione, sui territori e internazionale): «Dopo una lunga attesa il progetto è partito, permettendoci di continuare ad occuparci di un tema a noi caro come quello della lotta allo sfruttamento lavorativo dei braccianti».
    Continua Tennina: «Progetto Diritti onlus da sempre informa, orienta e assiste vittime e potenziali vittime di questo sistema, lo ha fatto 11 anni fa con i braccianti di Rosarno e continua a farlo con il lavoro quotidiano di operatori e operatrici socio-legali, avvocati e avvocate dei nostri sportelli, organizzando incontri di formazione e sviluppando sinergie e collaborazioni con sindacati e associazioni del territorio che si battono quotidianamente per far rispettare i diritti delle persone».

    La situazione è complicata, come ci ha testimoniato Calderoni ma noi ci siamo, dice Tennina: «Negli ultimi anni abbiamo lavorato per migliorare l’accessibilità delle informazioni, condividere competenze e strumenti di contrasto allo sfruttamento lavorativo, l’abbiamo fatto occupandoci dell’Agro Pontino, con lo sportello di Terracina nell’ambito del progetto Get AP! e nel Sud Italia, grazie allo sportello di Catania per il progetto Open Fields. Radix ci permette di rafforzare la rete con gli altri sportelli nel territorio di Roma e dell’Agro Pontino, di intensificare una corretta informazione a chi subisce una condizione di ricattabilità e precarietà e di garantire il supporto legale a chi vuole denunciare una situazione di sfruttamento».
    La lotta allo sfruttamento continua…


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