PROGETTO DIRITTI, COALIZIONE SANS PAPIERS E CLINICA LEGALE IMMIGRAZIONE DELL’UNIVERSITA’ ROMA TRE CHIEDONO A GOVERNO E PARLAMENTO DI ISTITUIRE IL PERMESSO DI SOGGIORNO PER PARTICOLARE SITUAZIONE DI EMERGENZA

L’attuale emergenza sanitaria ha una rilevanza anche riguardo alla posizione di soggiorno nel nostro paese di molti migranti rifugiati e richiedenti protezione internazionale e la crisi economica generata dall’attuale situazione li rende ancor più vulnerabili.

La legislazione sull’immigrazione stabilisce, nella maggior parte dei casi, un rapporto di interdipendenza tra lo svolgimento dell’attività lavorativa e l’autorizzazione al soggiorno nel territorio nazionale, per cui migliaia di cittadini stranieri si ritroveranno in una condizione di irregolarità, nel caso in cui perdano il lavoro oppure non abbiano introiti sufficienti dall’attività autonoma.

Inoltre, l’estensione globale dell’emergenza sanitaria non consentirà nessuna pianificazione ed esecuzione degli eventuali provvedimenti di espulsione che saranno emessi nei confronti di soggetti non più regolarmente presenti sul nostro territorio nazionale.

La situazione straordinaria che stiamo vivendo impone l’adozione di provvedimenti straordinari per la tutela delle fasce più deboli e al fine di evitare tensioni sul piano dell’ordine pubblico ed ulteriori difficoltà nella delicatissima fase di emergenza socio-sanitaria ed economica che ci troviamo a vivere.

Non può essere differito, nell’ambito delle misure che Governo e Parlamento devono adottare, un provvedimento che preveda il rilascio di un permesso di soggiorno per particolare situazione di emergenza, della validità di almeno due anni, rinnovabile e convertibile in permesso per motivi di lavoro, destinato a coloro i quali, in conseguenza della attuale situazione socio-economica, non possono rinnovare oppure convertire il proprio titolo di soggiorno.

Si pensi, ad esempio, ai titolari di permesso di soggiorno per motivi umanitari prossimo alla scadenza o in fase di conversione ai quali il D.L. 113 del 2018 impone per continuare a vivere regolarmente nel nostro paese la dimostrazione del possesso di un determinato reddito nonché ai titolari di permesso di soggiorno per motivi familiari che vedono il loro destino e la loro permanenza in Italia legati all’attività lavorativa svolta dal parente, così come i minori che frequentano il nostro circuito scolastico ed educativo.

Tra le persone a rischio di irregolarità che fruirebbero del provvedimento vi sono anche coloro che svolgono attività lavorative senza alcun contratto di lavoro.

Tale peculiare permesso di soggiorno va altresì riconosciuto anche ai richiedenti protezione internazionale, categoria questa la cui vulnerabilità (che nasce dalle condizioni dei paesi di origine e di transito) è aggravata dalle difficoltà burocratiche che ne caratterizzano il rapporto con le nostre istituzioni e ciò consentirebbe uno snellimento delle procedure ministeriali volte al riconoscimento della protezione.

Peraltro in questo modo si garantirebbe il diritto all’accoglienza, ora più che mai reso necessario dalla gravità della situazione socio-sanitaria del nostro paese, che non può permettersi di lasciare migliaia di persone prive di presidi alloggiativi e sanitari con le evidenti conseguenze di pericolo per tutta la popolazione residente, invertendo la rotta rispetto alle recenti politiche di taglio dei fondi e di riduzione del numero degli aventi diritto all’accoglienza.

Nella categoria dei richiedenti asilo vanno ovviamente ricompresi coloro che sono in attesa di una decisone definitiva da parte dell’autorità giudiziaria in merito alla richiesta di protezione internazionale, anche al fine di alleggerire il carico di un sistema giudiziario già ingolfato e le cui difficoltà sono destinate ad acuirsi nei prossimi mesi a causa dei rinvii legislativamente previsti a seguito dell’emergenza coronavirus.

L’obiettivo dell’introduzione di questo strumento normativo, finalizzato al contrasto di significative criticità nella situazione di emergenza che il Paese sta vivendo, impone che esso sia adeguato alla straordinarietà del contesto ed abbia la più efficace rapida ed estesa applicazione, evitando inutili preclusioni e dannose limitazioni.

Progetto Diritti onlus

Clinica legale Immigrazione Università di Roma Tre

CISPM – Italia (Coalizione Internazionale Sans-Papiers, Migranti, Rifugiati e Richiedenti asilo)                  …

  

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