| 09 Giugno 2009
Il Comitato Singh Mohinder è nato dalla considerazione dell’alto numero di infortuni sul lavoro che vedono coinvolti cittadini stranieri, con incidenza maggiore rispetto agli episodi che vedono coinvolti lavoratori italiani, nonché delle difficoltà che la condizione di migrante determina per il lavoratore infortunato e per la sua famiglia nelle procedure per l’assistenza ed il risarcimento dei danni. Difficoltà nelle sede consolari per gli eredi che avanzano istanze risarcitorie, difficoltà nell’attività di cura ed assistenza per il lavoratore o per i suoi familiari, difficoltà per ottenere il ricongiungimento. Questo incide laddove il progetto migratorio è stato frutto di notevoli investimenti da parte delle famiglie o di interi villaggi ed in cui le rimesse da parte del lavoratore migrante costituiscono la fonte principale di sostentamento, rimesse che vengono drammaticamente a cessare a causa dell’infortunio mortale o gravemente invalidante.
Il Comitato ha lo scopo di:
- promuovere una cultura di solidarietà e di sicurezza sui posti di lavoro, anche svolgendo campagne di informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle autorità competenti, ed attività per l’educazione al rispetto della legalità del lavoro ed alla sicurezza nei luoghi di lavoro ;
- contrastare l’illegalità sul lavoro e la violazione delle norme poste a tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro;
- rimuovere tutte le cause che impediscono ai migranti vittime sul lavoro ed ai loro familiari pieno esercizio dei loro diritti;
- favorire, attraverso la raccolta di fondi e l’attività di consulenza e assistenza lo svolgimento di procedure amministrative e giudiziali per il concreto esercizio delle azioni giudiziarie conseguenti ad incidenti sul lavoro, anche attraverso la partecipazione dei familiari delle vittime ai relativi processi;
- intervenire con apposite iniziative in favore dei migranti vittime degli infortuni sul lavoro e di tutti coloro, in particolare i loro familiari, che ne soffrono le conseguenze, promuovendo l'assistenza sanitaria in centri specializzati di cura e riabilitazione e l’assistenza sociale e psicologica ai lavoratori vittime di infortuni ed ai loro familiari;
- realizzare programmi e progetti di assistenza ai familiari delle vittime sul lavoro, anche nei Paesi di provenienza;
- ottenere dalle pubbliche autorità la rimozione di tutte le cause – normative ed amministrative - che impediscono ai familiari dei migranti vittime sul lavoro il pieno esercizio dei diritti conseguenti all’infortunio del proprio congiunto;
- promuovere l’informazione dei familiari dei lavoratori immigrati vittime del lavoro sulle tutele previste dall’ordinamento;
- garantire ai familiari il pieno esercizio dei propri diritti presso le sedi diplomatiche;
- agevolare l’ingresso dei familiari nel paese in cui si è verificato l’infortunio, per una piena tutela dei propri diritti, anche attraverso la partecipazione diretta ai processi giurisdizionali, e promuovere ogni iniziativa utile e necessaria a tutelare i diritti dei familiari dei lavoratori vittime di infortuni sul lavoro;
- raccogliere presso Enti, Associazioni e privati le sovvenzioni necessarie per far fronte alle spese connesse alla promozione dell’attività informativa, della logistica, dell’assistenza sanitaria e legale;
- fornire informazioni sul contenuto e sulle motivazioni della propria attività, anche attraverso pubblicazioni, stampati, filmati ed altro materiale, e promuovere e organizzare conferenze, incontri, dibattiti, che favoriscano consapevolezza e sensibilità sui temi della sicurezza sul lavoro, della solidarietà, dei diritti umani.
I servizi, che il Comitato si propone di offrire sono i seguenti:
- valutazione individualizzata del caso, con la partecipazione ove possibile dell’interessato e/o dei familiari, al fine di calibrare le tipologie di intervento, anche in sinergia con altre strutture associative o enti di tutela;
- individuazione caso per caso di un operatore di riferimento per l’infortunato e/o un suo familiare, che fungerà da interfaccia tra il Comitato e l’assistito; attivazione di tutti gli ulteriori consulenti (avvocati, medici, psicologi, assistenti sociali, mediatori culturali, associazioni) che saranno ritenuti necessari in relazione al caso concreto;
- valutazione delle esigenze di sostegno economico durate il periodo di invalidità, anche tenuto conto delle possibili erogazioni di provvigioni pubbliche, indennizzi INAIL o risarcimenti del danno; in caso di bisogno si provvederà all’erogazione temporanea di servizi in convenzione (mense, buoni acquisto, strutture alloggiative) o anche di sostegni in denaro da parte del Comitato;
- in caso di infortunio mortale, valutazione delle spese funerarie e per il rimpatrio della salma, attivazione di servizi in convenzione per la compressione delle stesse; si provvederà anche in questo caso, con le modalità sopra descritte, alla copertura delle spese;
- individuazione, nei casi opportuni, dei prossimi congiunti anche nel paese d’origine che possano raggiungere il lavoratore infortunato per prestare la necessaria assistenza, anche di carattere psicologico, nonché per consentire i necessari adempimenti burocratici e partecipare alle attività, siano esse amministrative e/o legali, volte ad ottenere il ristoro del grave danno subito;
- individuazione, in caso di decesso e nei casi opportuni, dei prossimi congiunti anche nel paese d’origine del lavoratore migrante, affinché possano accedere ai servizi di informazione, di sostegno economico e di sostegno psicologico offerti dal Comitato;
- attivazione, da parte del Comitato, per l’ acquisizione delle necessarie autorizzazioni all’ingresso del familiare da ricongiungere; reperimento di adeguata sistemazione alloggiativa e delle risorse economiche necessarie per il soggiorno in Italia;
- assistenza psicologica per l’infortunato e per i suoi familiari da realizzare mediante operatori specializzati nelle tematiche etnopsicologiche, con l’ausilio di mediatori culturali provenienti dalle aree geografiche di origine delle persone interessate
- assistenza medica e riabilitativa da realizzarsi tramite medici con diverse competenze specialistiche (internisti, ortopedici, dermatologi, psichiatri) facenti parte del SSN, in strutture sanitarie preposte.
Allo scopo, per l’assistenza medica e psicologica di cui ai punti precedenti, si individua nel nuovo Istituto Nazionale per la Promozione della Salute delle Popolazioni Migranti e per il Contrasto delle Malattie della Povertà, la struttura più idonea a fornire assistenza sanitaria e sostegno psicologico, in quanto realizzata per il raggiungimento di questi obiettivi e fornita pertanto della appropriata expertise.
- assistenza legale per il conseguimento dei crediti dovuti in conseguenza dell’infortunio e, qualora ricorrano i presupposti, per l’accertamento di eventuali responsabilità a titolo colposo o doloso nella causazione del danno anche in ambito penale;
- nel caso di lavoratori provenienti da Paesi neocomunitari, quando l’accesso ai servizi di prevenzione, cura e riabilitazione è reso difficoltoso da ostacoli normativi o da dubbie interpretazioni, il Comitato si occuperà, tramite le diverse competenze dei suoi componenti, di individuare e ricercare, caso per caso e in base alle normative vigenti, le soluzioni possibili, eventualmente concordandole con gli interlocutori coinvolti (ASL, ospedali, ambasciate, istituti di riabilitazione, questure, ecc.)
L’attività del Comitato si svolge con il concorso dei rappresentanti delle comunità straniere presenti nel nostro paese e di diverse professionalità (medici, avvocati, psicologi, mediatori sociali, terapisti della riabilitazione).
Tra le prossime iniziative del Comitato vi è l’apertura di alcune sedi all’estero, a partire dalla sede di Casablanca e dalla sede di Dhaka.
Il “Comitato Singh Mohinder – Tutela migranti e familiari vittime del lavoro”, nell’ambito dell’ opera di tutela e di assistenza dei lavoratori stranieri vittime di incidenti sul lavoro e dei familiari di migranti vittime di infortuni sul lavoro, si è dotato di una “Carta” che individua il complesso di servizi che saranno resi per soddisfare la complessità delle esigenze emergenti in conseguenza dell’infortunio, conseguenze di ordine sociale, amministrativo, economico, legale, medico, medico – riabilitativo e psicologico.
Per garantire l’effettiva erogazione dei servizi il Comitato lavora per costruire rapporti con le sedi diplomatiche in Italia e le sedi diplomatiche italiane; per consolidare e sviluppare i rapporti con i rappresentanti delle comunità straniere in Italia; per stipulare convenzioni con strutture sanitarie pubbliche e private; per l’utilizzazione di mediatori linguistico-culturali per rendere effettiva ed efficace la comunicazione tra soggetto interessato, comitato e istituzioni; per raccogliere i fondi necessari che costituiranno il fondo vincolato alla realizzazione degli scopi del Comitato il cui utilizzo sarà garantito dall’Organismo scientifico e di garanzia previsto dallo Statuto.