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COME FARE? É MOLTO SEMPLICE…

Nel modulo della dichiarazione dei redditi (730, CUD, Unico), trovi un riquadro ad hoc per il 5 x 1.000:

1) 
firma nel primo riquadro a sinistra “Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, ecc”;

2) riporta sotto la tua firma il codice fiscale dell’Associazione Progetto Diritti:

97086730583 

per il 5‰ aprimi!

Un esposto contro i respingimenti

Un pool di associazione italiane e europee per la difesa dei diritti dei rifugiati e dei richiedenti asilo ha inviato un esposto alla Commissione europea, al Comitato Onu per i diritti umani e al Commissario per i diritti umani presso il Consiglio d`Europa contro il respingimento dei profughi in Libia da parte delle autorità italiane.

Lo comunica l’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione, spiegando che nell`esposto si illustrano "le gravi violazioni dei diritti umani riconosciuti a livello internazionale ed europeo determinate dalle operazioni di respingimento in Libia di imbarcazioni di profughi intercettati nel canale di Sicilia ed effettuate dalle autorità italiane a partire dal 7 maggio scorso".

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Ricorso Centri di Identificazione e di Espulsione

E' stato depositato al Tar del Lazio il ricorso proposto dalle associazioni Progetto Diritti e Antigone e dall'Assessore al Bilancio della Regione Lazio, Luigi Nieri, assistiti dall'avvocato Arturo Salerni, contro il provvedimento della Prefettura di Roma e la circolare del Ministero dell'Interno con cui si impedisce ai consiglieri regionali l'accesso ai Centri di Identificazione ed Espulsione. Affermano Luigi Nieri, Mario Angelelli, presidente di Progetto Diritti, e Patrizio Gonnella, presidente di Antigone: "Impedire ai consiglieri regionali, a differenza di quanto avviene nelle carceri, la possibilità diretta di accesso significa evitare una forma penetrante di controllo pubblico su istituti in cui si trovano persone private della libertà, anche se non hanno commesso alcun reato. Abbiamo anche sollevato la questione di legittimità costituzionale delle disposizioni che istituiscono i Centri, in relazione alla mancanza di trasparenza".

Contro i respingimenti

Lettera aperta al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio sui rinvii di migranti e richiedenti asilo verso la Libia  Le organizzazioni firmatarie, appartenenti al Tavolo Asilo, si appellano oggi pubblicamente al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per chiedere attenzione verso i diritti umani e il diritto d’asilo, il quale risulta profondamente a rischio a seguito della politica perseguita dall’Italia nel Mediterraneo.     Tra il 6 e l’11 maggio, unità navali Italiane hanno rinviato forzatamente in Libia alcune centinaia di persone – 471 secondo quanto dichiarato dal Ministro dell’Interno al Senato il 25 maggio – dopo averle intercettate nelle acque del Mediterraneo.  

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Ddl sulla sicurezza: il parere - negativo - del CSM

Odg. 319

1) - Delibera del Comitato di Presidenza in data 20 novembre 2008 con la quale si autorizza l'apertura di una pratica, su richiesta della Sesta Commissione, avente ad oggetto: «Parere sul disegno di legge n. 733 del 3 giugno 2008, recante "Disposizioni in materia di sicurezza pubblica".».

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Il Consiglio di Stato conferma la sospensiva del Decreto Flussi 2008, 05/06/2009

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero dell'Interno contro il provvedimento con cui nel mese di gennaio il TAR del Lazio ha accolto la domanda di sospensiva del Decreto Flussi per l’anno 2008. Avanti al Consiglio di Stato sono intervenuti - contro la richiesta del governo - INCA CGIL e l’Associazione Progetto Diritti, assistita dagli avvocati Maria Rosaria Damizia e Arturo Salerni. Il decreto è stato sospeso nella parte in cui non mette nelle condizioni gli stranieri privi di carta di soggiorno di assumere altri cittadini stranieri. L’avvocato Mario Angellelli, presidente dell’associazione Progetto Diritti, dichiara: “La pronunzia del Consiglio di Stato blocca un atto discriminatorio e xenofobo voluto fortemente dal governo. La giustizia amministrativa ristabilisce principi di equità, ragionevolezza, nel rispetto del dettato costituzionale e delle normative europee".