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COME FARE? É MOLTO SEMPLICE…

Nel modulo della dichiarazione dei redditi (730, CUD, Unico), trovi un riquadro ad hoc per il 5 x 1.000:

1) 
firma nel primo riquadro a sinistra “Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, ecc”;

2) riporta sotto la tua firma il codice fiscale dell’Associazione Progetto Diritti:

97086730583 

per il 5‰ aprimi!

Rosarno - La logica delle deportazioni vincerà ancora una volta?, meltingpot.org,

di Fulvio Vassallo Paleologo, Università di Palermo

Dopo la pulizia etnica di Rosarno, Maroni espelle i clandestini. Ed il cerchio si chiude

Il ministro dell’interno Maroni in una lunga intervista rilasciata domenica 10 gennaio a Sky ha ribadito che tutti gli immigrati trasferiti da Rosarno e Gioia Tauro nei centri di prima accoglienza di Crotone e Bari saranno identificati e, se trovati privi di documenti di soggiorno, verranno espulsi, non si sa se con l’intimazione a lasciare entro cinque giorni il territorio nazionale, di fatto un invito ad una ulteriore clandestinità, ovvero dopo lunghi mesi di internamento nei CIE. Appare infatti improbabile ( diciamo anche per fortuna) che in pochi giorni oltre mille persone di diverse nazionalità, reduci dal pogrom di Rosarno, possano essere riconosciute dalle ambasciate dei paesi di provenienza, dotati di documenti di viaggio ed accompagnate in frontiera.

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Uccise un senegalese A giorni sarà libero, La Repubblica

Un anno fa aveva sparato con un fucile caricato a pallettoni e aveva ammazzato un giovane senegalese suo vicino di casa. Tra qualche settimana, Paolo Morra, ispettore di polizia accusato di omicidio volontario, potrà tornare in libertà in quanto scadranno i termini della custodia cautelare. «Sarebbe un fatto scandaloso e ingiusto, un nuovo dolore per i parenti della vittima» accusano gli avvocati Mario Angelelli e Luca Santini, legali della famiglia del senegalese che ha lasciato orfani sei figli. A un anno dall' assassinio di Cheick Diouf, ambulante senegalese di 42 anni, l' ex poliziotto del commissariato di Civitavecchia potrebbe già tornare in libertà. Lo scorso maggio, a Paolo Morra erano stati concessi gli arresti domiciliari presso la casa della compagna vicino a Reggio Calabria.

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Insieme al popolo kurdo..

Presidio di protesta

Giovedì 7, Venerdì 8 e Sabato 9, Gennaio 2010

Ore 14:00 – 20:00

Roma - Piazza San Marco, angolo Piazza Venezia

Sit in di protesta

Martedì 12 Gennaio 2010

Ore 15:00 – 20:00

Roma - Piazza Montecitorio

Le operazioni di polizia iniziate, alla vigilia di Natale, da parte delle Forze di sicurezza turche hanno portato all’arresto di decine di sindaci e amministratori locali del neonato partito BDP (Partito della pace e della democrazia) e di esponenti della società civile kurda, tra cui l’avvocato Muharrem Erbey, Presidente della sezione di Diyrabakir della Associazione dei diritti umani e vice Presidente nazionale della stessa e Hatip Dicle, co-presidente del DTK (Congresso della società democratica).

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Invito Conferenza Stampa

 8 gennaio 2010 - ore 12.30

presso la Sala Di Liegro della Provincia di Roma   

È indetta una conferenza stampa per informare sulla grave situazione di repressione in corso nel sud-est dell’Anatolia, dove lo scorso 24 dicembre sono stati arrestati numerosi amministratori locali ed esponenti politici Kurdi, tutt’ora detenuti nelle carceri turche, nonché esponenti dell'associazionismo e difensori dei diritti umani.

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Un saluto a Sher Khan..

Salutiamo con commozione ed affetto Mohammed Muzaffar Alì, detto Sher Khan, attivista per i diritti umani, presidente e fondatore  dell’ Associazione Unione Dei Lavoratori Asiatici (UAWA) in Italia, che ha speso la sua vita per la difesa dei diritti dei cittadini non comunitari specie a Roma e nel Lazio,  specie i “clandestini”, dalle “attenzioni” e dagli attacchi xenofobi e reazionari. Sher Khan è sempre stato in prima fila, letteralmente, ogni giorno, dai tempi della “Pantanella”, nel 1990, fino a ieri, per assicurare ai nostri concittadini di origine  straniera un futuro dignitoso, una casa ed un lavoro  stabili, una consapevolezza dei loro diritti, una tutela generosa nei confronti di chi subiva torti, spesso per ragioni di puro razzismo.

Sono migliaia le manifestazioni, le occupazioni di case sfitte, gli incontri, le visite agli aggrediti o agli infortunati sul lavoro (ha contribuito a costituire il “Comitato Singh Mohinder” per la tutela dei familiari stranieri delle vittime del lavoro), i comunicati, le denunce (una, ultimamente, anche contro il ministro Maroni), i volantini, i manifesti, che hanno visto per un ventennio Sher Khan come instancabile protagonista, a volte anche rischiando in proprio, visto che, incredibilmente, proprio lui, ultimamente  era diventato un “clandestino” e non aveva un permesso di soggiorno. Oppositore di natura, aveva chiesto asilo politico nel nostro paese denunciando le difficili condizioni  di democrazia in cui si dibatteva, e si dibatte, ancora oggi, il suo paese d’origine, il Pakistan. Lì  lascia i suoi fratelli, cui era molto legato; qui  lascia i tantissimi compagni del suo avventuroso ed affascinante viaggio a difesa degli ultimi e degli oppressi. Raggiungerà, crediamo, i suoi amici  Dino Frisullo e Don Luigi Di Liegro, con i quali ha condiviso per molti anni le lotte  per un futuro migliore, per tutti.  

Roma, 9 dicembre  2009    Per l’Associazione Progetto Diritti     Avv. Mario Antonio Angelelli